A tu per tu con i Manila

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Oggi abbiamo il piacere di ospitare i Manila, un quartetto di Carrara con la passione per tutto ciò che è esotico e inusuale. Li abbiamo conosciuti con “Una canzone da perdere”, il loro singolo di esordio per la nuova etichetta discografica Safari Records, e li abbiamo apprezzati ancora di più dopo la loro nuova uscita “Francesca”, fuori dal 23 luglio.

Incuriositi da questo personaggio che si cela dietro il titolo, abbiamo colto l’occasione di intervistare i Manila per i nostri schermi!

Ciao ragazzi, benvenuti su Onde indipendenti! Dunque, prima di mettervi sotto torchio con le domande (no, scherziamo) vi chiediamo di presentarvi per chi ancora non vi conosce!

Ciao ragazzi! Grazie innanzitutto dell’ospitalità! Noi siamo i Manila, un gruppo indie pop di Carrara e da circa un anno abbiamo iniziato a lavorare a brani inediti in italiano. Infatti, questa per noi è stata una svolta, dal momento che da quando abbiamo iniziato a suonare insieme ci dedicavamo a canzoni in lingua inglese. Siamo in quattro: Edoardo Dell’Amico alla voce, Emanuele Santucci alla chitarra, Simone Barondi alla tastiera e Laura Fantoni alla batteria.

“Francesca” è il vostro secondo singolo, che segue “Una canzone da perdere”, entrambi pubblicate per Safari Records: ci sono degli aspetti musicali che avete modificato nel passaggio dal primo all’altro brano?

Si, molteplici! Sia dal punto di vista del testo che da quello della musica abbiamo deciso di dare un aspetto più incisivo al nuovo brano, un lato di noi che ancora non conoscevamo. “Francesca”, infatti, rispetto a “Una canzone da perdere” indossa un abito decisamente più estivo, il tutto, animato da una dinamica musicale molto vivace.

Tornando a “Francesca”, siamo curiosi di chiedervi qual è stata la genesi che ha portato alla creazione del brano!

Protagonista del brano precedente era una relazione non andata a buon fine. In “Francesca” è come se si rivelasse finalmente la causa (data in particolar modo da una persona, identificata con la Francesca protagonista del brano) della rottura di un legame sentimentale. Ascoltando il brano ci si accorge di come la personalità superficiale di Francesca abbia contribuito a questa rottura.

La vostra musica sembrerebbe tendere all’elettropop: ci sono degli artisti a cui vi riferite quando magari siete alla ricerca dell’ispirazione giusta?

L’elettropop è un genere che secondo noi ha influenzato parecchio la musica italiana e di conseguenza, con i nostri ascolti qui e là della scena italiana di ieri e oggi, abbiamo in qualche modo preso appunti nel nostro taccuino personale!

Immaginiamo che il periodo che abbiamo vissuto fin ora ci abbia per un certo verso reso più riflessivi: riuscireste a consigliarci tre dischi che hanno accompagnato la vostra situazione di lockdown sociale, emotivo e personale?

Personalmente, non abbiamo tre album in particolare da consigliare. Durante la quarantena ci siamo molto affezionati alla musica di Franco Battiato per quello che riguarda i mostri sacri della musica italiana (i suoi album sono tutti validi dal primo all’ultimo). Invece, tra gli artisti più recenti, ha attirato la nostra attenzione Ariete e Fulminacci (il suo album “Tante care cose” è una bomba).