“The Elephant in the Room” – Intervista a Gintsugi,

86

The Elephant in the Room” è l’ottimo disco appena pubblicato da Gintsugi, artista divisa tra Italia e Francia. Il suo approccio art rock si sente in profondità nelle nove tracce dell’album: le abbiamo fatto qualche domanda in proposito.

1.    Qual è il tuo approccio al processo creativo quando componi musica?

Le melodie escono fuori in momenti inaspettati, quindi spesso faccio dei vocali; a volte invece nascono quando mi siedo al piano o con la chitarra. In genere escono fuori già con le parole. Dopo un po’ di tempo riprendo questi elementi e li sviluppo, li affino, li arrangio, li ri-arrangio eccetera; è la parte più lunga del lavoro.

 

2.    Qual è il ruolo dell’arte nel tuo percorso di guarigione personale durante la creazione di “The Elephant in the Room”?

Non so se sia proprio un percorso di guarigione personale, in realtà ho l’impressione di aver messo tanto nella musica stessa e che non mi appartenga. Quanto io stessa lasci che i messaggi della musica mi attraversino, è variabile.

 

3.    C’è una traccia specifica che senti rappresenti meglio il messaggio complessivo dell’album?

Non lo so, ma la mia traccia preferita per il testo è To Grace, seguita da Water Came.

 

4.    Come hai bilanciato la sincerità emotiva senza filtri con l’esigenza artistica nella creazione dell’album?

In realtà nelle canzoni non metto sincerità emotiva senza filtri, è già tutto abbastanza filtrato. È già pensato per stare in una forma artistica  e performativa determinata. Credo che anche degli sms che posso inviare stanno in una forma performativa, è più il contrario per me, l’arte invade la vita.

 

5.    Qual è il contributo più significativo che i tuoi collaboratori hanno apportato all’album?

Se si parla di Beautiful Losers la parte del mix e del mastering della canzone è stata fatta magistralmente, e nelle regole dell’arte perché le canzoni possano entrare in una forma di ascolto che funzioni su tutti i supporti. Le persone che hanno collaborato all’album ci hanno soprattutto creduto e lo hanno fatto perché gli piaceva molto la mia musica, non lo hanno fatto per un tornaconto esclusivamente utilitaristico. Questo tipo di persone sono le uniche con cui ho voglia ed intenzione di collaborare in generale.

 

6.    Puoi condividere un momento particolarmente significativo o ispiratore durante la creazione dell’album?

Sono uscita con un amico una sera, e dopo il nostro appuntamento, non particolarmente significativo o drammatico, io però avevo la fine del testo di Mon coeur. Sarebbe divertente che lo sappia, ma non glielo dirò mai :)