Aliperti, istantanee di un talento da scoprire

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Aliperti ci è già entrato nel cuore: è bastato scoprire il suo ultimo singolo, “Vintage”, per capire di avere davanti un talentino niente male, che sembra già avere le idee chiare su quali siano le cose che contano davvero (a partire dalla famiglia, oltre che dalla musica) e su quale dovrà essere il percorso che, ormai, porta dritto dritto verso un album d’esordio che saprà conquistare cuori. Almeno, per conquistare il nostro è bastato addirittura un solo singolo! Ci siamo fatti qualche chiacchiera con il talento di Formica Dischi, che ben si è prestato a rispondere alle nostre ondosissime domande…

Ciao Aliperti, benvenuto su Onde Indiependenti! In linea con il nome della nostra rivista viene quasi spontaneo chiederti: cosa significa oggi essere “indipendenti”? E coincide, questa parola, con la parola “indie”?

Ciao ragazzi! Originariamente le due cose coincidevano, gli artisti indie all’inizio erano considerati quelli che non avevano contratti con major discografiche e che quindi erano indipendenti nelle loro produzioni. Ad oggi la parola “indie” indica un genere musicale molto vasto, una sorta di nuovo pop italiano che interseca il linguaggio e le sonorità moderne con le nostre radici.

La tua anagrafe dice che hai appena vent’anni: cosa significa far parte di una “Gen Z”? Ti senti appartenere ad un qualcosa di “generazionale”?

Mi sento di appartenere ad una generazione solo quando mi capita di incontrare persone che hanno riferimenti totalmente estranei ai miei, in quesi casi mi accorgo che effettivamente abbiamo visto pezzi di mondo molto differenti. Però penso che questo sia una ricchezza.

In “Vintage” metti in copertina tuo fratello, in una foto da bambino. Insomma, una vera opera vintage! La domanda vien spontanea, anche se magari potrà apparire “stupida”: perchè lui, e non tu?!

In realtà questa tutte le copertine dei singoli che faranno parte dell’album vengono dagli album di famiglia. Quando le scelgo non do troppa attenzione a chi sia il soggetto ma a quanto possa essere rappresentativa del brano a cui la associo. Quel bambino su quel divano e con quelle cuffie mi è sembrato che raccontasse esattamente lo spirito della canzone. Mi ha colpito la forza dell’estetica vintage di quella foto.

Non ami, a quanto pare, “venir bene” nelle foto: ma anche nella vita ti senti così? “Perseguitato” dalle calamità e dagli eventi avversi? Oppure sei uno che si sente sempre molto “friendly” con le persone e le situazioni? Domanda intima, eh…

Io sono affascinantissimo dalle persone, dai vari tipi di rapporti che instaurano e più di tutto dalle loro storie. Amo entrare in empatia per vivere un po’ dei loro ricordi insieme, ogni volta ho l’impressione che questo mi faccia vivere più vite e che mi porti di conseguenza a parlare di tante cose rimanendo spontaneo e sincero. Sicuramente certe circostanze o certi incontri possono mettere alla prova, però è difficile che mi perda d’animo senza ritirarmi su dopo un po’ di tempo

Immagina di poter oggi “ritoccare” una foto, una qualsiasi foto, e cambiare così degli eventi della tua vita: non ti chiediamo “quali”, ma lo faresti?

Io ad oggi mi sento felice, ho imparato e sto imparando ad accettare i miei difetti e i miei errori, non vorrei essere una persona diversa da come sono ora. Per evitare questo penso che la cosa migliore sarebbe proprio non cambiare nulla del mio passato.

Salutaci consigliandoci un film che, secondo te, potrebbe avere come colonna sonora la tua “Vintage”.

Direi “Quasi amici – Intouchables”, perché nonostante sia drammatico ha al suo interno molte scene di una vitalità senza tempo, così come certe fotografie.