Nell’amore senza tempo di Marsali

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Marsali è un nome che, ne siamo sicuri, continuerete a sentire ancora, e per un po’.

Sì, perché la giovane cantautrice pescarese ha cominciato a riscuotere l’attenzione che merita sin dai primi passi, ovvero l’esordio di qualche giorno fa con “La versione migliore di noi”. Il brano ci ha conquistati subito: scelte azzeccate di produzione, una cura per il dettaglio che raramente si trova nelle canzoni dei debuttanti, una penna che si fa godere senza grandi voli pindarici ma andando dritto al sodo – anche raccontando l’amore in un modo che, nel 2021, non siamo abituati ad ascoltare: ovvero, tramite la lente del tempo e degli anni che passano senza “far invecchiare” i desideri e i sentimenti.

Ma è inutile perdersi ancora in chiacchiere: divoratevi questa bella intervista, e date fiducia alla musica che vale. Garantisce la nostra redazione.

Ciao Marsali, benvenuta su Onde Indiependenti! Allora, come ti senti all’alba di questo esordio da totale indipendente (come piace a noi)?

Ciao a voi! Beh, vi dico già che sono una tipa molto emotiva ma parlare di questo esordio mi emoziona particolarmente. E’ una bellissima sensazione quando dopo aver avuto in testa qualcosa per mesi, la vedi concretizzarsi.

Parliamo di te. Abbiamo letto la tua bio, e ci hai molto incuriosito; come nasce il tuo rapporto con la musica?

Sono molto fortunata. I miei genitori si sono conosciuti nell’87 ad un concerto e mamma mi racconta spesso che quando era incinta di me era solita mettere le cuffie sulla pancia per farmi ascoltare musica. Voglio pensare che nel mio corredo genetico le canzoni ci siano sempre state.

Esordire oggi significa fare i conti con un mondo profondamente cambiato rispetto a quello che era anche solo un paio di anni fa. Quanto ti ha cambiato la pandemia, e in cosa?

Mi viene in mente una frase di Calvino che amo molto: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio”. Non posso negare di aver vissuto mesi terribili e credo di parlare per la maggioranza ma voglio anche accendere una luce su quello che in me si è risvegliato. La percezione di un tempo che non ti scivola via dalle mani ma che ti fa viaggiare dentro mi ha permesso, soprattutto, di iniziare a dare vita a questo progetto, di concedere una possibilità alle storie che voglio raccontare, di stare da sola con me stessa. Forse oggi do ancora più valore all’attesa.

“La versione migliore di noi” è un brano che parla d’amore, ma in qualche modo anche di trasformazione, cambiamento ed evoluzione. Quale pensi sia l’aspetto più “faticoso” dell’amare?

Credo che non finirò mai di imparare sull’amore ma ad oggi posso dirvi che secondo me l’aspetto più faticoso, quello che richiede più sacrifici, è come si asseconda il cambiamento. Penso sempre ai rapporti come pezzetti di pongo che col tempo possono modellarsi in tantissime forme diverse, se non si è disposti ad assecondare l’evoluzione della vita, tutto crolla.

Come nasce il tuo primo brano? Ricordi il momento in cui hai scritto la canzone?

Non mi nasconderò dietro nessun cespuglio, questo brano nasce in un pomeriggio di gennaio in cui (si può dire?) provavo un sentimento particolarmente forte. Ma non quella roba da farfalle nello stomaco in discoteca è stato più un volermi proiettare nel futuro quasi con la certezza di vedermi ancora insieme alla stessa persona tra 30 anni. Pretenzioso? Forse, ma non so vivere altrimenti.

Andiamo sulla leggerezza. Associa il tuo brano d’esordio ad un fiore, e spiegaci il perché di tale associazione.

Mi viene in mente il soffione. Un fiore formato da piccoli semi che con un soffio di vento potrebbero essere spazzati via, ma che allo stesso tempo ti fanno venire voglia di esprimere desideri. Un po’ come l’amore no?

E ora, quali saranno i prossimi passi di Marsali?

Sicuramente ci sarà un secondo singolo e altre novità… Ma poi se vi dico tutto che gusto c’è?